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Pandemia: riflessioni con Pierclaudio Brasesco e Martina Durigon

Mercoledì 15 Luglio 2020 

Ore 18:00

 
 

 Siamo nella stessa tempesta, ma non sulla stessa barca!

Riflessioni sulla pandemia

Mercoledì 15 luglio alle ore 18 Pierclaudio Brasesco e Martina Durigon, medici di famiglia, parleranno del servizio sanitario territoriale, che dovrebbe essere, sempre, il primo riferimento sanitario dei cittadini.

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La pandemia ha stravolto la vita di tutti.

Il lavoro, il reddito, la scuola, la salute, la socialità hanno subito pesanti ripercussioni, che non sappiamo come e quando potranno essere sanate.

Ma, come scritto sul dazebao apparso sui muri della nostra città e citato nel titolo, le conseguenze della pandemia sono state particolarmente subite dalle fasce più deboli con:

  • perdita di lavoro e di reddito per i precari e i non garantiti,

  • persone sole abbandonate al loro destino,

  • anziani nelle RSA diventati vittime sacrificali.

Con l’aiuto di esperti, vogliamo avviare una riflessione, che riprenderemo a Settembre, sulle scelte fatte e che ci hanno portato alla situazione drammatica che abbiamo vissuto in questi mesi.

 

Nel corso degli anni ’70 si era riusciti a conquistare una serie di riforme che riconoscevano come diritti universali molti servizi, tra cui la sanità e il welfare, e li garantivano tramite la gestione pubblica: è del 1978 la legge che superava le mutue di categoria dei lavoratori e istituiva il Servizio Sanitario Nazionale, affermando “il diritto di cura per tutti i cittadini”. In quegli anni parlare di Salute significava parlare di prevenzione, di strutture ospedaliere e ambulatoriali, di consultori, di assistenza domiciliare, di servizi sociali sul territorio.

Successivamente a seguito dell’abbraccio dell’ideologia liberista, sia da parte di governi di destra sia di governi di sinistra, abbiamo assistito ai tagli dei finanziamenti, alle privatizzazioni, al trionfo dell’ideologia mercantile secondo cui questi servizi devono produrre reddito (gli ospedali sono diventati Aziende!) e quindi dare risposte differenziate in base a quello che si paga. Da tempo, ma la pandemia l’ha evidenziato in modo clamoroso, abbiamo potuto toccare con mano i danni subiti dai cittadini a causa della destrutturazione dei servizi sociali e sanitari.

Anche oggi, dopo i gattopardeschi riconoscimenti al servizio sanitario pubblico, vediamo il governatore della Liguria Giovanni Toti, che annuncia trionfante la cessione ai privati dell’ospedale di Bordighera, dopo quello di Albenga e di Cairo Montenotte, in applicazione del fallimentare e tragico “modello lombardo”.

Pensiamo pertanto che sia utile riflettere su come è potuto succedere tutto questo, su come sono e come dovrebbero essere i servizi sociali e sanitari per rispondere ai bisogni dei cittadini, “prendendosi cura” delle persone, con le persone.

A tal fine abbiamo programmato nelle prossime settimane due incontri pubblici.

 

Giovedì 9 luglio alle ore 18 Mario Calbi, assessore ai servizi sociali del Comune di Genova negli anni ’70-80, parlerà dei servizi sociali al tempo del Covid 19.

Mercoledì 15 luglio alle ore 18 Pierclaudio Brasesco e Martina Duringon, medici di famiglia, parleranno del servizio sanitario territoriale, che dovrebbe essere, sempre, il primo riferimento sanitario dei cittadini.

 

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