Appello per una legge elettorale

Il 19 febbraio scorso si è svolto allo Zenzero un incontro sulla nuova bozza di legge elettorale (il famoso “Italicum”). La relazione ed il successivo dibattito hanno espresso una forte preoccupazione rispetto alle ripercussioni che tale legge, se venisse approvata, avrebbe sul nostro sistema democratico. Come al solito inizialmente ci siamo solamente depressi di fronte ad una situazione che ci sembrava irrisolvibile, ma non è nel nostro DNA farci scoraggiare e dichiararci impotenti, per cui abbiamo stilato l’appello che potete leggere di seguito.
Abbiamo deciso di sottoporlo prima di tutto alla vostra attenzione, invitandovi caldamente a leggerlo e ad esprimere eventuali adesioni.
Successivamente valuteremo le modalità per diffonderlo nel modo più incisivo possibile.

Il Direttivo Zenzero

Appello per una legge elettorale che contemperi stabilità e rappresentanza

La sentenza della Corte Costituzionale n° 1/2014  ha dichiarato illegittime alcune parti della legge elettorale  in vigore: il premio di maggioranza e le liste bloccate.  La motivazione di fondo è che in un sistema democratico- parlamentare (in cui, come previsto dalla Costituzione, la sovranità appartiene al popolo) l’eguaglianza del diritto di voto dei cittadini è fondamentale e non può essere compressa in modo irragionevole e sproporzionato nella sua efficacia neanche per perseguire un fine legittimo quale la stabilità di governo e dei processi decisionali parlamentari.

A seguito del pronunciamento della Corte, pur prendendo atto che una legge elettorale comunque esiste, per cui in ogni momento si può rinnovare il Parlamento, è diventato politicamente improcrastinabile  approvarne una nuova, rispettosa dei principi costituzionali.

Il PD ha preso l’iniziativa ed ha presentato un suo disegno di legge, frutto dell’accordo Renzi – Berlusconi, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati.

Una proposta che ad una  prima lettura  sembra tener conto  dei rilievi della Corte, indicando una soglia minima per ottenere il premio di maggioranza e riducendo il numero dei candidati  delle liste bloccate , ma se si leggono in modo unitario i vari elementi costitutivi del disegno di legge risulta molto evidente che il risultato pratico dello stesso non sarebbe più neanche il “rafforzamento del sistema bipolare”, ma semplicemente la costruzione di un sistema bipartitico. Non è un’interpretazione arbitraria o forzata , è sufficiente elencare le caratteristiche principali del disegno di legge.

Soglia di sbarramento  del 4,5% per i partiti coalizzati, dell’8% per i non coalizzati,  soglia del 37% per ottenere il premio di maggioranza assoluta, ovvero il 53% dei seggi parlamentari. Infine il colpo ad effetto, se nessun partito/coalizione supera la soglia  si va al ballottaggio tra i primi due partiti o coalizioni, al fine di assegnare  la maggioranza assoluta dei seggi. Con la proposta del  ballottaggio la politica italiana esprime il meglio della sua creatività , saremo l’unico paese europeo ad avere questo sistema. Le simulazioni, basate sui risultati delle ultime elezioni politiche, dicono che con questa legge sarebbero presenti in Parlamento solo tre partiti/coalizioni.

Del resto, se questo sistema elettorale venisse approvato, dal punto di vista dell’interesse dei due partiti maggiori, l’importante sarebbe arrivare al ballottaggio e con il minor numero di alleati possibili, cosi la soglia dell’8% escluderebbe i non coalizzati, per scelta o per esclusione. Si potrebbero realizzare situazioni per cui coalizioni o partiti con il 20-25 % di voti, con il  sistema del ballottaggio,  otterrebbero la maggioranza assoluta di rappresentanti, in dispregio al principio di uguaglianza del voto. E soprattutto renderebbe molto difficile l’ingresso in Parlamento di nuove rappresentanze politiche, limitando  molto il diritto dei cittadini di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale ( art. 49 Cost.).

Riteniamo illusorio e sbagliato pensare di governare con un consenso minoritario ed artificiosamente sovrarappresentato un paese come l’Italia, con una lunga storia di pluralismo culturale e civile, con differenze territoriali radicate,  a cui oggi si sommano forti  diseguaglianze economiche tra ceti sociali e persone.

Purtroppo il dogma della governabilità non si pone neanche la questione. L’importante è decidere ed in fretta. La qualità delle decisioni e la condivisione delle stesse diventano secondarie.

Invece  proprio la nostra storia plurale dovrebbe indurci ad una legge elettorale inclusiva e capace di realizzare un equilibrio costituzionalmente sostenibile tra  stabilità e rappresentanza.

Non è escluso d’altronde che la nuova proposta possa essere ancora in contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza del voto dei cittadini.

Auspichiamo che il confronto in Parlamento e nella società si concentri su alcuni punti chiave della proposta di legge e produca modifiche coerenti con gli obiettivi citati, ed in particolare :

  •     abolizione del ballottaggio tra partiti/coalizione;
  •     adozione di una soglia di sbarramento del 4%, valida per i partiti coalizzati e non, in modo da disincentivare coalizioni dettate da mero spirito di sopravvivenza;
  •     possibilità per gli elettori di scegliere i candidati, oltre che la lista;
  •     approvazione, in parallelo, di una legge di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione.

Genova,   febbraio  2014                       Circolo ARCI Zenzero

3 pensieri su “Appello per una legge elettorale

  1. Bel lavoro!
    Un mio amico tuttavia ritiene che il titolo dell’appello non sia esplicativo del contenuto, in quanto il principio proporzionale ( che il documento sostiene) non garantisce sulla stabilità del governo, che sarà emanazione di una consultazione elettorale basata sul principio proporzionale. Quindi la rappresentatività, giustamente salvaguardata, non necessariamente si accorderà con la stabilità governativa. Siete d’accordo?

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